Il corpo narrativo e la narratologia

aprile 25, 2010 • Tecniche di Scrittura • Views: 3752

Se senti la spinta a scrivere significa che hai qualcosa da dire o, come disse Francis Scott Fitzgerald

Non si scrive perché si vuol dire qualcosa; si scrive perché si ha qualcosa da dire.

Partendo da questo presupposto – ossia che il tuo animo abbondi di fantasia e storie da raccontare – non resta che prendere carta e penna (o la loro versione moderna: computer e tastiera) et voilà, il gioco è fatto. Sembra facile, vero? Perché allora perdere tempo con concetti barbosi come il “corpo narrativo” o la “narratologia” (e che sarebbe poi questa sconosciuta donzella?). Semplice: perché scrivere bene non è così facile come sembrerebbe, al contrario richiede una seria e lucida organizzazione dei pensieri che abbiamo in testa.

Il corpo narrativo non è altro che l’organizzazione dei nostri pensieri, dei giri di fantasia e delle idee in un insieme di parole che narrino una storia.

Se vuoi scrivere narrativa (e non solo) non conta solo quello che hai da dire, ma anche come lo dici: l’esposizione, lo stile sono fondamentali.
Una storia deve coinvolgere chi la legge, deve suscitare delle emozioni, altrimenti mi leggo il manuale d’istruzione della stampante ed è la stessa cosa.

Su due concetti devi quindi concentrarti quando una nuova idea fa capolino nella tua testa:

  • Di che COSA voglio scrivere?
  • COME lo scriverò?

Ed ecco che qui entra in gioco la narratologia che, spiegato in parole povere, è la disciplina che studia come sono fatte le narrazioni, in particolare la loro struttura, a prescindere dal contenuto.

Un libro che tratta l’argomento in modo approfondito è Gli attrezzi del narratore di Alessandro Perissinotto da cui abbiamo preso spunto per questo articolo (e di cui scriveremo presto la recensione).

Come la narratologia può venirti in soccorso nella costruzione del corpo narrativo?
Ti consolerà sapere che il grosso del lavoro è già stato fatto da altri e che noi oggi possiamo usare i loro studi come uno strumento sempre a portata di mano.

L’idea di fondo è che le storie non si sviluppano a caso, ma seguono una loro unità e delle regole che ti possono aiutare durante la stesura salvandoti da imbarazzanti impasse.

 

PRIMA REGOLA: l’evoluzione

Photo by Gabriela Camerotti

Ogni trama parte da una situazione di equilibrio che poi, attraverso una rottura di questo equilibrio determinata da un danneggiamento, evolve fino a un ristabilimento di un nuovo equilibrio.[cit.]

Capito?

Quello che rende interessante una storia è proprio l’evolversi delle cose, dei personaggi. Senza evoluzione, cambiamenti ci troveremmo di fronte a una landa deserta testimoni solo di aver buttato via tempo e soldi. Evita di farlo pensare ai tuoi lettori!
Quindi se nella tua storia Silvia è innamorata di Lorenzo, ma lui non ricambia e inizi la storia con lei che si strugge, per l’amor del cielo, non lasciare che Silvia continui a struggersi per l’intero racconto (e fino alla fine dei suoi giorni!). Abbi pietà di lei (e di noi) e falle trovare un altro amore o falle capire che può essere felice anche senza quell’insensibile di Lorenzo. 😛

 

SECONDA REGOLA: l’oggetto di valore

Photo by colink.

Ciò che dà vita alla narrazione è sempre la lotta per la conquista di un oggetto di valore.[cit.]

Qualcuno desidera qualcosa e si dà da fare per ottenerlo: questo qualcuno può essere l’eroe come il suo antagonista, ma il desiderio muove la storia e i suoi protagonisti.

Se per la nostra Silvia conquistare il suo Lorenzo è il “bene supremo” possiamo supporre che farà di tutto per ottenerlo. Questo è l’oggetto di valore di Silvia. Cosa succede se Lorenzo non è d’accordo? Ad esempio se Lorenzo non è solo insensibile al fascino di Silvia, ma proprio insensibile al fascino del genere femminile? L’oggetto di valore di Lorenzo si scontrerà con quello di Silvia… e prevediamo scintille!

 

TERZA REGOLA: gli attanti

Photo by Brandon Warren

Gli attanti non sono attori e non sono nemmeno personaggi, sono ruoli narrativi.[cit.]

Prendiamo anche noi gli attanti di Greimas, citati da Perissinotto:

  • Soggetto: colui che desidera l’oggetto
  • Oggetto: ciò che è desiderato
  • Destinante: chi o cosa rende desiderabile l’oggetto
  • Destinatario: di solito coincide con il soggetto perché è colui al quale l’oggetto viene reso desiderabile
  • Aiutante: chi o cosa aiuta il soggetto a ottenere l’oggetto
  • Opponenteo Anti-Soggetto: chi o cosa ostacola il soggetto nel suo obiettivo

Vediamo cosa succede a Silvia? Lei è il nostro Soggetto che desidera l’amore di Lorenzo (Oggetto). Il Destinante in questo caso potrebbe essere l’idea che la società trasmette dell’amore romantico. L’Aiutante lo facciamo impersonare da un’amica di Silvia che le ha presentato Lorenzo e che potrebbe cercare di aiutarla a conquistare il cuore dell’amato (ignara della verità che Lorenzo cela a tutti). L’Opponente non può quindi che essere Lorenzo che non ricambia Silvia.

Ok, ammettiamo che come trama è denunciabile all’associazione “Contro le banalità”, però rende il concetto.

 

QUARTA REGOLA: il programma narrativo

Photo by Philippa Willitts

Il Programma Narrativo di base (PNb) è il vero motore della vicenda, ciò che fa agire i personaggi.[cit.]

È costituito da 3 fasi:

  • INIZIO: il soggetto è separato dall’oggetto di valore
  • SVILUPPO: il soggetto si dà da fare per ottenere l’oggetto
  • FINE: il soggetto ottiene l’oggetto di valore

Ovviamente se sviluppassimo la nostra storia di Silvia seguendo il Programma Narrativo di base non sono verremmo denunciati all’associazione “Contro le banalità”, ma anche a quella “Contro la semplicioneria”.
Silvia vuole far innamorare Lorenzo: si veste bene, lo invita fuori, gli fa tanti regali… ma lui niente. Alla fine scopre la verità di lui e incontra un nuovo amore. Mmmmm….

Ecco che per fortuna entrano in gioco i Programmi Narrativi d’uso (PNu) che servono a movimentare un po’ la storia.

Cosa potremmo far succedere a Silvia perché finalmente si guadagni l’amore tanto agognato? Se non può essere quello di Lorenzo, come farle conoscere un altro ragazzo? Prima dovrà lasciar perdere Lorenzo… come farglielo capire?
E Lorenzo? Come se la cava con il suo oggetto di valore? Avrà il coraggio di fare outing? Come il suo PNb influenzerà quello di Silvia?

È importante non dimenticare che anche l’Opponente ha un suo PNb che incrocia quello del Soggetto e lo condiziona.

A questo punto della storia di Silvia abbiamo capito che il suo vero oggetto di valore non è Lorenzo, ma l’amore, lei vuole innamorarsi e compito dello scrittore è aiutarla (a ostacolarla ci pensa già Lorenzo!).

Riassumendo:

Quando decidiamo di costruire strutturalmente una storia, dobbiamo quindi pensare a mettere in campo due programmi narrativi di base in competizione tra loro, due programmi d’azione, l’uno del soggetto, l’altro dell’anti-Soggetto che si sfidano costantemente.[cit.]

Detto questo possiamo passare a tessere la trama… senza essere denunciati a nessuna delle associazioni citate sopra. Il verdetto non sarebbe clemente! 8)

Nella prossima puntata: la Trama.
Per approfondire:

pessimomediocrecarinobuonoottimo (6 voto/i, media: 4,33 su 5)




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