La trama: il dilemma del “cosa” scrivere

maggio 16, 2010 • headline, Tecniche di Scrittura • Views: 13659

Perché la vita reale non può essere un grande romanzo? Te lo sei mai chiesto? Anche nella vita ci sono un inizio, uno svolgimento e una conclusione, per non parlare delle complicazioni che rompono l’equilibrio!
Sembrerà banale, ma il motivo non ha strettamente a che fare con quel tiranno chiamato “scrittore” quanto più col fatto che nelle storie niente può essere lasciato al caso. Giunti alla fine, gli indizi raccolti lungo il percorso ci permettono di assegnare una risposta a ogni domanda, e niente viene etichettato come superfluo o scontato.

Domanda: cosa c’entra la trama in tutto questo?
Risposta: la trama aiuta il lettore lungo il percorso permettendogli di trovare le risposte, di comprendere il perché delle situazioni raccontate e di avvicinarsi alla soluzione dei conflitti.
In poche parole, la trama è il filo conduttore che attraversa tutti gli elementi di una storia e li tiene uniti.

Photo by Erik Underbjerg

Se pensiamo alla trama come alla corda su cui il funambolo-lettore cammina, capiamo il perché della sua importanza: una corda non tesa perfettamente o di scarsa qualità può pregiudicare il piacere della lettura. Purtroppo quando accade non abbiamo a disposizione alcuna rete di salvataggio, come avviene invece nel circo. Se il lettore cade, si farà male e darà la colpa allo scrittore, nel peggiore dei casi rifiutandosi di dargli una seconda possibilità.

Domanda: come tendere il filo della trama alla perfezione?
Risposta: non esistono trucchi o regole universali, ma delle tappe indicative.

Vediamole una a una.

SITUAZIONE INIZIALE: STABILITA’

Il nostro protagonista appare sulla scena. La prima domanda da porsi è: CHI è costui? Che cosa vuole? Quali sono i suoi sogni, ambizioni, motivazioni o problemi?
Inoltre: DOVE siamo? Qual è l’ambientazione della storia? E QUANDO, qual è il suo periodo storico, il momento in cui la storia sta accadendo?
Tutte le storie partono da un luogo e un tempo nei quali il protagonista è quello che è e vive la sua vita più o meno serenamente.
Il protagonista e gli altri personaggi sono molto importanti perché la trama nasce da loro. Non considerarli solo pedine: sono loro a narrarti la storia.

 

CONFLITTO

In ogni trama che si rispetti “succede qualcosa”: l’equilibrio iniziale si spezza e il protagonista deve affrontare un conflitto, un ostacolo che si frappone tra lui e il suo oggetto del desiderio.
Qui la domanda da porsi è: CHE COSA accade?
Il nostro bel protagonista era un tranquillo sfigato o un promettente figo e noi gli sconvolgiamo l’esistenza? Perché mai dovremmo farlo?
Perché senza conflitto la storia rischia di morire sul nascere: i conflitti sono interessanti, il lettore è curioso di sapere se l’eroe ce la farà. In fondo la vita è costellata da conflitti: se incontrassimo qualcuno la cui esistenza sembrasse scivolare piatta senza ostacoli… proveremmo empatia nei suoi confronti? Ci interesserebbe conoscerlo di più?
Sapere come un’altra persona affronta e risolve i suoi conflitti non è solo interessante e coinvolgente, ma anche istruttivo.

 

Photo by Thiery


 

COMPLICAZIONE

Se risolvere un conflitto fosse facile come attraversare la strada sulle strisce pedonali in un paese scandinavo (appena metti piede sulle strisce, le macchine si fermano, lo sapevi?), la curiosità del lettore sarebbe soddisfatta troppo presto e addio all’interesse.
Ecco perché ogni conflitto deve essere complicato, deve inasprirsi e coinvolgere il protagonista totalmente.

 

CLIMAX

Eccoci arrivati all’apice: a questo punto il nostro protagonista ha raggiunto la sua vetta e di solito il lettore lo osserva con il fiato sospeso. Cosa succederà ora? Ci sarà un urlo liberatorio di conquista? Oppure il nostro eroe scoprirà che un branco di turisti della domenica lo ha preceduto passando per una strada a lui sconosciuta e ora si sta gustando un chiassoso picnic?

 

DÉNOUEMENT

Scivoliamo giù, verso valle, con un protagonista soddisfatto della sua impresa oppure deluso dall’esperienza e convinto che tutti i suoi sforzi saranno sempre beffeggiati dal destino.

 

CONCLUSIONE (RISOLUZIONE)

Siamo giunti alla fine della storia e qui lasceremo un eroe sicuro di sé, pronto alla prossima scalata, o un protagonista triste che si rammarica di essere capitato tra le grinfie di uno scrittore così cattivo con lui. 😛
Viene ristabilito un nuovo equilibrio, migliore o peggiore del precedente poco importa: questo è il nuovo background in cui si muoverà il nostro beniamino.

Durante la stesura della trama ci siamo posti 4 domande: chi, cosa, dove e quando. Una quinta domanda, che in realtà ci dovremmo porre ancora prima di prendere in mano la penna, è perché. O meglio, perché scrivere questa storia?
La risposta non si trova in superficie, per questo dobbiamo armarci di vanga e scavare, scavare, scavare. Tutto quello che scopriremo lo daremo poi in dono al lettore che accorderà un senso al nostro scrivere proprio attraverso la risposta a quell’originario perché.

Photo by litlnemo

Di solito quando si parla di trama, si parla anche di intreccio e fabula.

L’intreccio è la narrazione degli eventi nell’ordine, arbitrario, in cui li ha disposti l’autore.
La fabula, al contrario, è la narrazione degli eventi nel loro ordine temporale.

La trama è più complessa del semplice intreccio di una storia perché contiene al suo interno i motivi dell’accadere.
Inoltre, lo scrittore può avvalersi di tecniche che gli concedono ampio spazio di manovra e contribuiscono a rendere la storia più interessante come il foreshadowing (prolessi) o il flashback (analessi).

Il foreshadowing, o prolessi, consiste nell’anticipare al lettore lo svolgersi di alcuni eventi futuri attraverso tracce o dettagli all’apparenza poco importanti di cui però, successivamente, si capirà l’importanza.

Il flashback, o analessi, invece consiste nel raccontare al lettore un fatto precedentemente accaduto rispetto al punto in cui si narra la storia. Potremmo definirlo un salto nel passato.

Detto questo, rimangono solo alcuni appunti da fare e di cui dovresti sempre tener conto:

  • Ogni idea, trama, storia necessita di COERENZA: tutti gli elementi che inserisci devono avere un loro significato e si devono collocare nel contesto più generale della narrazione.
  • Non eccedere nei dettagli o nelle descrizioni: privilegia l’essenziale altrimenti rischi di annoiare il lettore con inutili particolari.
  • Attenzione alla CREDIBILITA’: errori, sviste o contraddizioni possono indebolire il coinvolgimento del lettore e farti passare per uno sciocco (nel migliore dei casi).

Naturalmente della trama si potrebbe parlare per ore e ore (ne hanno scritto interi libri non per niente!): questi sono solo degli spunti che potrai approfondire in seguito.

E ora passiamo ai personaggi, ti va?

Nella prossima puntata: i Personaggi.
Per approfondire:

  • Plot & Structure – (Techniques and Exercises for Crafting a Plot That Grips REaders From Start to finish), James Scott Bell, Ed. Writers Digest Books, 2004
  • Beginnings, Middles & Ends (Elements of Fiction Writing), Nancy Kress, Ed. Writers Digest Books, 1999
  • Il romanzo – In italiano
  • Structure and Plot – In inglese

pessimomediocrecarinobuonoottimo (5 voto/i, media: 4,60 su 5)




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7 risposte a La trama: il dilemma del “cosa” scrivere

  1. luca ha detto:

    Non si scrive “begnamino”, bensì “beniamino”.

    • Imbrattacarte ha detto:

      Ops! 😳 In effetti qui invece che un corso di scrittura, ci andrebbe un bel corso di grammatica… grazie per la correzione, Luca. 😉

  2. Manuel ha detto:

    La pagina dei personaggi non mi funziona… è normale?

    • Imbrattacarte ha detto:

      Ciao Manuel,
      eh no, non è normale! 😛 Grazie per la segnalazione: ora abbiamo corretto l’errore.
      Un saluto 🙂

  3. Nordlys ha detto:

    Se risolvere un conflitto fosse facile come attraversare la strada sulle strisce pedonali in un paese scandinavo (appena metti piede sulle strisce, le macchine si fermano, lo sapevi?)
    – Non è vero, ci sono stata quest’inverno in un paese scandinavo. Su a Tromsø (Norvegia Nord) guidano come italiani, non si fermano quando attraversi, neppure sulle strisce.

    Il foreshadowing, o prolessi, consiste nell’anticipare al lettore lo svolgersi di alcuni eventi futuri attraverso tracce o dettagli all’apparenza poco importanti di cui però, successivamente, si capirà l’importanza.
    – Si, ci provo. Ora devo scrivere la terza stesura di un racconto e devo metterne un paio per evitare che un colpo di scena sembri buttato li per scioccare.

    Il flashback, o analessi, invece consiste nel raccontare al lettore un fatto precedentemente accaduto rispetto al punto in cui si narra la storia. Potremmo definirlo un salto nel passato.
    – In genere i flashback non mi piacciono molto.

    Non eccedere nei dettagli o nelle descrizioni: privilegia l’essenziale altrimenti rischi di annoiare il lettore con inutili particolari.
    – Ad alcuni i dettagli inutili ai fini della trama piacciono, credono che servono per dar profondità alla storia / personaggi. Secondo me se non riesci a mostrare i personaggi come sono solo con gli elementi indispensabili, non sei bravo.

    Attenzione alla CREDIBILITA’: errori, sviste o contraddizioni possono indebolire il coinvolgimento del lettore e farti passare per uno sciocco (nel migliore dei casi).
    – Provo a correggere questo aspetto nel terzo draft.

  4. luca ha detto:

    Conosci qualche libro che spiega in maniera approfondita l’argomento della scrittura di un classico?
    grazie

    • Imbrattacarte ha detto:

      Ciao Luca, purtroppo non sappiamo consigliarti in tal senso e per questo lanciamo la palla ai nostri lettori: conoscete qualche buon libro in tema da suggerire a Luca? 😉 Grazie!

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