Home » Tecniche di Scrittura

I personaggi: amici e nemici di lunga data

26 maggio 2010 6 Commenti

Plot grows out of character. If you focus on who the people in your story are, if you sit and write about two people you know and are getting to know better day by day, something is bound to happen.[cit.]

Anne Lamott lo ha spiegato così bene nel suo libro Bird by bird che citarla era d’obbligo: la trama nasce dal personaggio. Facciamo interagire due persone e ne vedremo delle belle: diventeranno amici? Si ignoreranno? O tra di loro si scatenerà l’inferno?
In ogni caso qualcosa succederà e quel qualcosa sarà la nostra storia. Ecco perché la Lamott ci dice: “I say don’t worry about plot. Worry about the characters.”

Preoccupiamoci del personaggi, dunque.
Chi sono questi bellimbusti che incontriamo per la prima volta durante un viaggio in autobus o nel bel mezzo di un momento di riflessione personale? Si intrufolano nella nostra vita e vogliono a tutti i costi narrarci la loro storia: dirci perché sono così e quello a cui aspirano. Ma senza fretta. Loro hanno tutto il tempo del mondo. E se lo prendono.

I nostri personaggi sono proprio come le persone che incontriamo ogni giorno: hanno un certo aspetto e un certo carattere, desiderano alcune cose e ne ripudiano altre, ci stanno più o meno simpatici. Compiono scelte. Eh sì, non pensare che in quanto autore tu abbia il potere assoluto su di loro, nossignore! Prima accetti il fatto che sono i personaggi a raccontarti la loro storia, e non tu a imporgli la tua, prima te la racconteranno.

Lasciamo di nuovo la parola a Anne Lamott:

Whatever your characters do or say will be born out of who they are, so you need to set out to get to know each one as well as possible. One way to do this is to look within your own heart, at the different facets of your personality. You may find a con man, an orphan, a nurse, a king, a hooker, a preacher, a loser, a childe, a crone. Go into each of these people and try to capture how each one feels, thinks, talks, survives.[cit.]

Un consiglio che dovresti far diventare una regola d’oro è: scrivi di quello che sai, conosci quello che non sai.
I personaggi devono apparire “reali”, non semplici stereotipi da racconto d’osteria. Più li conoscerai, più avrai la possibilità di farli conoscere anche a chi legge, di conferire loro una “personalità a tutto tondo”, una “tridimensionalità”.

Come nascono i personaggi

Che cos’è che stimola la nostra fantasia? La realtà. E’ proprio dalla realtà circostante che dobbiamo quindi partire per cercare l’ispirazione: dall’ambiente, dalle persone, dalle situazioni e anche da noi stessi.
Naturalmente l’osservazione ti fornirà delle idee, ma non devi descrivere pari pari quello che vedi, né tantomeno sottoscriverlo e giurare che è tutta la verità e nient’altro che la verità!
Lasciati ispirare, ma poi concedi spazio ai tuoi personaggi: accorda loro ampia espressione, non scrivere sotto la dettatura della realtà.
Ad esempio: forse tua nonna è una vecchina simpatica e la sua abitudine di prendere il tè alle cinque del pomeriggio con il defunto marito, ti sembra un’idea tanto romantica da inserire in una storia, ma la vecchina che ti sta parlando e vuole il suo ruolo nel romanzo non è tua nonna e il marito defunto a cui offre il tè lo prende anche a bastonate quando non risponde alle sue domande (cosa che probabilmente tua nonna non farebbe mai)!
Capito l’antifona? ;)

Mentre di tua nonna potresti non conoscere molte cose, della tua “amabile” vecchina saprai tutto: non solo come si veste e che aspetto ha, ma anche le pieghe più nascoste del suo carattere, il motivo per cui ogni giorno prepara il tè per due e si arrabbia quando il defunto marito rimane in silenzio per ore (possiamo anche immaginarne il motivo…!). Tu sai tutto e se non lo sai, allora devi scoprirlo. Impara a conoscere i tuoi personaggi come forse non vorresti conoscere neppure te stesso. :P

Devi saperti calare nelle situazioni che vivono e viverle con loro: perché tu sei al contempo il buono e il cattivo, lo sfigato e il vincitore.
Inoltre, non ti preoccupare solo dei protagonisti, scandaglia le vicinanze alla ricerca dei personaggi secondari e dei comprimari: se esistono ci sarà un buon motivo.

I sentimenti di un personaggio devono essere mostrati… diventano reali solo quando prendono la forma di eventi, azioni (o gesti), dialoghi o reazione fisica all’ambiente.
John Gardner

Ricorda: un personaggio che non coinvolge te non coinvolgerà neppure il lettore. Hai bisogno di emozioni, belle o brutte che siano. I tuoi personaggi devono coinvolgere emotivamente perché solo in quel caso il lettore si preoccuperà della loro sorte e li accompagnerà durante il romanzo: al contrario sappiamo bene come andrà a finire, vero?

Nella prossima puntata: il Narratore

Per approfondire:

6 Commenti »

  • Tom said:

    Ciao sono Tom,
    girovagando in cerca di anime virtuali che condividevano i miei stessi interessi, nella lettura e nella scrittura (sono un vecchio-neofita), mi sono ritrovato tra le vostre pagine. Complimenti! bellissimo sito, rimarrà un must nella mia selezione dei preferiti. Sono stato colpito di recente da “disfunzione bramosa di scrittura”, e sto cercando di mettere su carta un mio, per il momento ipotetico, romanzo. Sicuramente la vostra guida ed il vostro sito mi daranno un grosso aiuto, pensavo però di chiedervi consiglio qualora i miei dubbi divenissero insormontabili.

    Grazie, ciao

    p.s. posso pubblicare sul mio blog i vostri RSS?

    Tom

  • Imbrattacarte (author) said:

    Ciao Tom,
    grazie per il commento! Scusaci se ti rispondiamo solo ora, ma negli ultimi mesi abbiamo avuto problemi nell’aggiornare il sito e anche i vostri commenti ci sono scappati di mano. :(
    Stiamo cercando di organizzarci per il 2012 per riportare in vita il povero Imbrattacarte.
    Siamo felici se i nostri articoli e consigli ti potranno essere utili per il tuo romanzo e non possiamo che farti un grande in bocca al lupo! Se avrai bisogno di qualche piccolo consiglio scrivici pure, nel limite della nostra conoscenza (ed esperienza) saremo felici di poterti aiutare.

    Buone feste!

  • Matteo said:

    “Prima accetti il fatto che sono i personaggi ha raccontarti la loro storia, e non tu a imporgli la tua, prima te la racconteranno.”

    Tu “insegni” a scrivere?
    Il verbo avere dove lo vedi lì?

    Boh…

  • Imbrattacarte (author) said:

    Ciao Matteo,
    grazie per la segnalazione. Non siamo perfetti e qualche errore ci è sicuramente scappato… come ci scappava a scuola durante i temi.
    Ci dispiace, ma siamo contenti che qualcuno ce lo mostri per poter rimediare.
    Di certo noi non insegniamo a scrivere a nessuno, sarebbe presuntuoso da parte nostra, offriamo semplicemente dei consigli, che qualunque buon manuale di scrittura creativa fornisce, e lo facciamo per puro spirito di condivisione.
    In ogni caso cogliamo l’occasione, grazie al tuo intervento, per ribadire l’importanza di far leggere il proprio testo ad altre persone prima di pubblicarlo, soprattutto nel caso di un romanzo, perché l’errore si nasconde sempre dietro l’angolo.

  • Selma said:

    Ringrazio moltissimo per questo articolo.
    Sono una ragazza di 15 anni e mezzo con la passione della lettura.
    Da cinque mesi ho cominciato a scrivere dei racconti.L’altro ieri, sono stata talmente ispirata che ho acceso il computer, aperto il programma di scrittura Wordpad e ho cominciato a scrivere. Mi è venuta in mente una trama intricata Urban fantasy realistico e ho notato che tendo a descrivere ogni personaggio (anche secondario) nei minimi particolari e tutte le loro azioni. Guardando questo articolo ho capito che devo avvicinarmi di più alla protagonista (Iris) per renderla “reale”. Non so se è il posto giusto per porre questa domanda ma ho bisogno di un consiglio: come faccio a essere un po’ sintetica nella descrizione della giornata dei miei personaggi?
    Ringrazio in anticipo e vi stimo per avermi aiutata a capire come far respirare la mia Iris!

  • Imbrattacarte (author) said:

    Ciao Selma,
    grazie per il messaggio!
    Proveremo a darti qualche dritta, anche se l’argomento è ampio e regole vere e proprie non esistono, soprattutto nelle prime fasi della scrittura di un romanzo o racconto.

    Innanzitutto la prima stesura dovresti usarla per sperimentare, senza aver paura di esagerare con la descrizione dei personaggi o altro, ma ben consapevole che al termine ti troverai tra le mani un bel pezzo di marmo dal quale, nelle successive riscritture, dovrai ricavare la tua statua usando con accortezza gli strumenti del mestiere.

    Conoscere i propri personaggi è fondamentale, quindi potrebbe esserti utile dedicare ad ognuno una scheda a parte in cui racconti tutto di loro (nome, età, carattere, sogni, paure, relazioni…), mentre nel romanzo sceglierai di mostrare solo quello che è funzionale allo svolgimento della storia.

    Per rispondere alla tua domanda, quindi, il consiglio che ti diamo è quello di chiederti sempre: “Se questo non lo scrivessi, la storia perderebbe senso?” Ovviamente, devi seguire il buon senso nel decidere cosa puoi inserire e cosa no, ma indicativamente ricordati che i personaggi devono vivere in funzione della storia e non viceversa. Non hai bisogno di raccontare ogni singolo istante della loro giornata, ad esempio, ma è fondamentale mettere in risalto alcuni momenti e situazioni che mostrino qualcosa del loro modo d’essere e, al contempo, diano una spinta in avanti alla storia.

    Speriamo di esserti stati d’aiuto, anche se siamo consapevoli che è impossibile ridurre un argomento così ampio in poche righe.
    In bocca al lupo per il tuo romanzo e speriamo di rivederti presto da queste parti! ;)

Lascia il tuo commento

Add your comment below, or trackback from your own site. You can also subscribe to these comments via RSS.

Be nice. Keep it clean. Stay on topic. No spam.

Puoi usare questi tag:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

This is a Gravatar-enabled weblog. To get your own globally-recognized-avatar, please register at Gravatar.