Louise Stern e il suo mondo silenzioso

giugno 27, 2010 • Storie da Raccontare • Views: 1452

Louise Stern ama visceralmente i suoi personaggi: sono giovani, irrequieti, sempre alla ricerca di nuove esperienze; adorano divertirsi e viaggiare, si ribellano alle convenzioni e combattono per esprimere loro stessi.
Sembrerebbero il ritratto stereotipato dei ventenni di oggi se non fosse che il mondo in cui sono immersi è privo di suoni e voci. I protagonisti dei racconti di Stern, infatti, sono sordi e si esprimono attraverso il linguaggio dei segni, la lettura labiale, le parole su un bloc notes.
Come l’autrice spiega in un’intervista rilasciata all’Observer:

What I’m trying to do with both art and writing is to express my ideas about silence and communication and the importance of language. Although I don’t want to be seen first and foremost as deaf, I am trying to give a voice to deaf people.

Louise Stern è nata nel 1978 negli Stati Uniti da una famiglia di sordi di quarta generazione, ma questo non le ha impedito di diventare prima artista e poi scrittrice.
E’ cresciuta in California e si è trasferita a Londra nel 2002 dove è diventata l’assistente di Sam Taylor-Wood, artista e regista inglese. Nel 2007 ha fondato una rivista d’arte per bambini chiamata Maurice.

La sordità per lei è stata una spinta ad uscire allo scoperto, provare strade nuove e non lasciarsi dire quello che “poteva o non poteva fare”.
Non è stato facile emergere, confida nell’intervista, perché all’inizio veniva trattata con condiscendenza:

I was patronised as this deaf girl living in a beautiful, silent world. It felt horrible. I started to think: how can I communicate my ideas more directly with the outside world? And that’s when I started writing in earnest.


Come i suoi personaggi, Stern ha deciso di sfidare le convenzioni e di seguire la propria strada. La paura non l’ha mai abbandona, dice, eppure più forte è sempre stata la convinzione di potercela fare.

A fine maggio è uscita la sua prima raccolta di racconti, “Chattering”, accolta positivamente da critica e pubblico: l’indubbia dimostrazione che non si sbagliava.

Photo by Patty

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