Lo stile: una voce personale

agosto 9, 2010 • Tecniche di Scrittura • Views: 4470

Ci sono aspetti della scrittura che non si possono insegnare. Lo stile è uno di questi.
Potremmo definirlo come il nostro modo di esprimerci, le parole ed espressioni che utilizziamo o il come scriviamo quel cosa che ci frulla nella testa. I modi sono tanti, ma la sostanza non cambia.

Lo stile è la nostra voce personale, l’impronta unica e originale che diamo ai nostri scritti. Nessuno ce la può “insegnare”, eppure possiamo impararla, o meglio, possiamo imparare a conoscerla e a concederle sempre più spazio.

Photo by Shan Ran

Se anche tu sei convinto che, essendo lo stile la tua voce personale, sarà semplice esprimerlo, bene, preparati a cambiare idea. Lo stile, al pari di qualsiasi altro aspetto della scrittura (trama, personaggi, dialoghi, descrizioni…), non è un dono che cadrà dal cielo non appena inizierai a scrivere.

Lo stile non è ispirazione; è un atto di coraggio. È la nostra voce e, attraverso di esso, esprimeremo la nostra personalità, il nostro Io profondo. Ci va coraggio, quindi, per non nascondersi o indossare una maschera.

Se ci pensi, però, è proprio quello che fanno i grandi scrittori: mostrano loro stessi e si rendono “riconoscibili” grazie al loro stile. Non è tanto (o solo) per quello che scrivono che li ammiriamo, ma per come lo scrivono.
Al pari loro, quindi, mettiamo da parte qualsiasi timore e rimbocchiamoci le maniche!

Photo by margolove

LO STILE COMUNICA EMOZIONI

Lo stile è lo strumento che hai a disposizione per comunicare al lettore le emozioni della tua storia. Bada bene: comunicare con immediatezza ed efficacia, non rifugiandoti in rassicuranti luoghi comuni, percorrendo strade già battute (e quindi banali) o ricorrendo a riassunti facili e veloci.

Ecco la mappa da seguire per avvicinarti al tuo stile, riconoscerlo e usarlo.

La forma al servizio del contenuto

Ogni storia ha un suo taglio (romantico, drammatico, comico, oggettivo) e il nostro stile non deve tradirlo. È importante, infatti, mantenere le premesse narrative perché, in caso contrario, rischierai di confondere e deludere il lettore.

È fondamentale scegliere la parola giusta. Non affidarti alla prima che ti viene in mente, o a quella più ricercata; prova e riprova finché non senti di aver trovato quella “giusta”, l’incastro perfetto nel tuo puzzle narrativo.

Sii vigile perché è molto facile raccontare un contenuto scoppiettante attraverso uno stile noioso e non coinvolgente: se il modo in cui scrivi non riesce a trasmettere le emozioni che il contenuto promette, non risolverai il problema aggiungendo l’ennesimo colpo di scena alla trama.

Ricorda: forma e contenuto devono danzare allo stesso ritmo, altrimenti si pesteranno i piedi e non vinceranno alcuna gara di ballo!

Photo by Tojosan

Al bando pigrizia e paura

Due sono i nemici da cui dovrai guardarti maggiormente: pigrizia e paura.

La pigrizia ti porta a cercare scorciatoie, ad accettare regole o strade percorse da altri senza chiederti se sono quelle giuste per te. Prima di ingoiare qualunque cosa ti sia offerta, devi masticarla per un po’ e valutare se davvero ti piace.

La paura, invece, è un nemico più subdolo, si insinua senza far baccano e ti immobilizza: temi di sbagliare, di non saperti esprimere, di essere frainteso o, peggio, rifiutato.

Photo by Trevor Cameron

Ecco perché prima parlavamo di coraggio: sii abbastanza coraggioso da mandarla a quel paese!
Se scrivi fissandoti sul risultato, sulle aspettative, molto probabilmente finirai come uno di quegli invitati a una festa che preferisce non muoversi, non parlare, non esistere piuttosto che mettersi in ridicolo e fare brutta figura.

Nella scrittura (come nella vita :P) la brutta figura la fai quando non sei te stesso e finisci per far la parte del soprammobile.

Conoscere la lingua e la grammatica

Conoscere la lingua, gli strumenti lessicali e la grammatica è indispensabile per evitare strafalcioni e per non essere paralizzati dal timore di commetterli!

ANCORA UN CONSIGLIO

Un ultimo consiglio per “trovare” il tuo stile: non scrivere per la gloria, non fissarti sui risultati, non caricarti di aspettative. Semplicemente scrivi perché scrivere ti piace, perché è quello che ami fare, perché ti rilassa e ti permette di esprimerti. Punto.

Tutto il resto sarà una conseguenza, nient’altro. È quello che viene prima, mentre scrivi e riscrivi le tue storie, che farà la differenza.

Photo by Rolands Lakis

Nella prossima puntata: i Dialoghi
Per approfondire:

  • – Manuale di scrittura creativa, Franco Gaudiano, Ed. Zanichelli, 2000
  • – Scrivi e scopri te stesso, Nicki Jackowska, Ed. Mondadori, 2000
  • – Style, University of North Carolina – In inglese

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6 Responses to Lo stile: una voce personale

  1. Lorenzo ha detto:

    Beh, consigli interessanti.
    Se non fosse per la paura forse sarei riuscito a combinare qualcosa.

    • Imbrattacarte ha detto:

      Paura di cosa Lorenzo? Se vuoi un consiglio segui sempre le tue passioni senza preoccuparti troppo dei risultati perché altrimenti si rischia di non iniziare mai niente. E invece ognuno di noi ha dentro di sè molto di più di quello che crede. In bocca al lupo!

  2. Lemuel ha detto:

    I tuoi consigli sono molto utili! Da qualche tempo mi sto cimentando nel mio primo, “spero”, romanzo (anche se ancora ho scritto solo tre pagine). Il mio problema è che so come il racconto deve iniziare e ho già stabilito una buona parte della trama, ma anche se so già cosa imparerà il protagonista alla fine del racconto, ancora non so come concluderlo e come continuare la trama da dove l’ho lasciata.

    • Imbrattacarte ha detto:

      Ciao Lemuel,
      siamo felici che i nostri semplici consigli possano aiutarti nella scrittura del tuo romanzo!
      Sai come si dice no? Chi ben comincia è a metà dell’opera quindi credi in quello che stai facendo e dagli il tempo di svilupparsi nella tua testa e nel tuo cuore.
      Capita, a volte, che i personaggi dopo aver dato retta all’autore per un po’, si ribellino e manifestino il desiderio di esplorare nuove direzioni: o li assecondi o nisba, tutto si blocca. Potrebbe essere il tuo caso?
      È importante avere ben chiaro l’obiettivo del romanzo, ma se ancora non sai come si concluderà non ti preoccupare perché potrebbero essere i personaggi stessi a dirtelo.
      Alle volte basta lasciare che la storia ci giri in testa mentre ci occupiamo di altro (andiamo a scuola, al lavoro, sbrighiamo le solite commissioni, usciamo con gli amici…) e le intuizioni arrivano. Per esperienza sappiamo che alle volte è un racconto sentito per caso o un’esperienza all’apparenza ordinaria a rimettere in moto la storia che stiamo scrivendo.
      Sembra un consiglio insulso, ma l’abbiamo provato sulla nostra pelle e possiamo assicurarti che funziona: lasciati ispirare dalla vita. Anche se non sembra è una gran chiacchierona e ha sempre qualcosa di interessante da dirci. 😉

  3. Lemuel ha detto:

    Hai proprio ragione, non so esattamente cosa sia stato, ma già quelle stesse 3 pagine che ho scritto hanno preso una forma diversa e tante cose mi hanno ispirato facendomi pensare a parti che non avrei pensato mai di voler inserire. Forse dovrei continuare da dove ho lasciato e vedere cosa esce fuori 😛 Grazie ancora!

    • Imbrattacarte ha detto:

      Certi romanzi sono una vera e propria sorpresa anche per chi li scrive (e sono quelli che noi in quanto scrittori preferiamo!). Lascia emergere la storia e non te ne pentirai. In seguito potrai spostarne o modificarne parti, se necessario, e limarne le asperità. Come in tutte le cose, anche nella scrittura c’è un tempo per la spontaneità della creazione e un tempo per la rifinitura dell’opera. 😉

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