Appunti da un corso di scrittura – seconda e ultima puntata

Aprile 14, 2012 • Tecniche di Scrittura • Views: 3385

Eccoti la seconda e ultima puntata degli appunti. Trovi la prima qui.

Una storia è composta da parti vitali e non vitali che si intrecciano.

GLI ORGANI DI UN RACCONTO

Viene definito il cervello di una storia la sua parte più formale, quella che studia e organizza, è consapevole di quello che si sta facendo.

I polmoni rappresentano la capacità di far respirare la storia, il modo in cui questa si sviluppa.

Il cuore è il ritmo del racconto. È il ritmo del respiro di chi scrive e rappresenta quello che la storia significa, quello che dice davvero.
La domanda del cuore: qual è il centro della mia storia? Ovvero quello che si desidera davvero raccontare. Qual è la vera necessità, l’urgenza?

Dobbiamo chiederci perché siamo arrivati a raccontare di una certa cosa. È fondamentale sviluppare consapevolezza nei confronti della propria storia, sentire che si va in una certa direzione perché si vuole andare proprio in quel luogo.

Più sai cosa vuoi raccontare, più conosci il senso della tua storia, meno ti allontanerai dal tuo obiettivo.

SEMPLICITÀ E AUTOREVOLEZZA

Cerca sempre la via più semplice per dire una cosa. In seguito è ammesso un certo grado di rielaborazione.
Usa termini tecnici solo per quello che conosci bene.

Semina indizi per far capire dove si sta andando senza però instradare in modo esclusivo il lettore: quello che scriviamo deve suscitare domande, curiosità nel lettore.
Scrivi prima i nodi fondamentali e poi riempi i vuoti.

In un racconto da subito chi legge deve essere consapevole dell’autorevolezza dell’autore: deve percepire che l’autore sa quello che sta facendo.

INCIPIT

Calvino: “L’inizio è il luogo letterario per eccellenza”.
Iniziare in medias res (un momento centrale della storia).
Dall’incipit dipende il tono che l’autore darà al racconto, l’atmosfera.
L’incipit finisce quando la storia prende la sua direzione, ovvero cammina con le sue gambe.

DIALOGO

A cosa serve il dialogo? È il luogo significativo della narrazione.

3 elementi del dialogo:

  • ciò che viene detto
  • ciò che non viene detto (suggerire al lettore che i nostri personaggi dicono una cosa ma ne pensano un’altra)
  • è irrinunciabile

Il dialogo mantiene in movimento la storia.
Le nostre dinamiche verbali non funzionano sulla pagina. Il dialogo non accade, ma viene costruito sulla pagina.
Nei dialoghi è importante la verosimiglianza.

PERSONAGGI

È necessario creare un contesto credibile intorno al personaggio.
Come deve parlare il mio personaggio?
L’importanza di cosa deve dire: quello che accade nel dialogo è fondamentale.
La prima battuta dovrebbe da subito mostrare il personaggio.

Photo by Nathan Russell

Lo scrittore è amorale: non esprime giudizi.
Il modo di vedere il mondo di un personaggio dovrebbe essere espresso in poche parole. Se vuoi raccontare di uno stato d’animo usa un oggetto.

Scena madre: scena centrale di un racconto. Il momento verso cui il racconto si muove. La scena di un racconto che ricordiamo.
È il momento che dà senso al racconto. È inesauribile: cosa vuol dire davvero? Qual è il suo significato?

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2 Responses to Appunti da un corso di scrittura – seconda e ultima puntata

  1. Romina Tamerici ha detto:

    Sono arrivata qui vagando di blog in blog seguendo vari blogroll. Congratulazioni per questo spazio e per questo post. Lo condivido molto volentieri e ripasserò presto di qui!

    • Imbrattacarte ha detto:

      Ciao Romina,
      grazie per il commento e per i complimenti (che ci fanno sempre piacere!).
      Un saluto e a presto 😉

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