Il drago come realtà di Silvana De Mari

Ottobre 15, 2012 • Recensioni Libri • Views: 6552

Voto della cricca: 4/5 (max 5)

Copertina libro il drago come realtà di Silvana De MariSilvana De Mari è un’autrice per bambini conosciuta soprattutto per i suoi romanzi L’ultimo elfo e L’ultimo orco, che hanno riscosso consensi anche fuori dall’Italia.
Non che il successo di un libro possa effettivamente decretarne il valore, ma nel caso di De Mari è sicuramente ben meritato.
Di formazione medico chirurgo e psicoterapeuta, l’autrice non lascia nulla al caso nelle storie che racconta e forse è proprio questa sua peculiarità, accanto allo stile accattivante, ad affascinare.

Abbiamo da poco terminato la lettura del suo saggio “Il drago come realtà” che tratta, come recita il sottotitolo, dei “significati storici e metaforici della letteratura fantastica”. Sembrerebbe di trovarsi di fronte a un tomo di 500 e passa pagine, invece De Mari affronta l’argomento in modo originale anche a costo di far storcere qualche naso.
Il drago come realtà, infatti, non è un saggio tradizionale, di quelli che ti fanno chiudere il libro sazio, senza ulteriori domande. Al contrario, una volta terminato due sono le possibili reazioni: “Tutto qui?” oppure “Già finito? Ne voglio ancora!”

Si parla di fiabe e favole, soprattutto di fiabe, del loro significato storico e psicologico, si parla dei simboli della fantasy e dei loro significati collettivi, ma l’autrice si spinge oltre arricchendo la narrazione con le sue opinioni e le implicazioni sociali e individuali che hanno da sempre stimolato gli esseri umani a inventare storie.

Se c’è una cosa di cui non si può accusare De Mari è di essere fredda e distaccata rispetto all’argomento che tratta: è un’autrice appassionata, che ama quello che fa e riesce a trasmetterlo.
Abbiamo trovato “Il drago come realtà” un libro ricco e affascinante, che stimola domande invece di fornire risposte e va oltre la mera spiegazione di cosa sia la letteratura fantastica.
Eccone un assaggio:

I mostri che vivono dentro al buio sono la paura di non essere amato, il rancore per non essere amato, la gelosia perché altri sono o ci sembrano amati più di noi. (pg. 27)
 
I popoli che raccontano poche storie, hanno poche fiabe e nessuna opera teatrale possono essere drammaticamente incapaci di gestire l’odio e la collera. (pg. 56)
 
Le fiabe devono essere lievi e impalpabili, un luogo dove ognuno trova quello che cerca, e a nessuno viene imposto quello che non gli interessa trovare. (pg. 77)
 
Le due paure che ci sono ossessivamente nel nostro mondo sono la pura di essere diverso, di non essere apprezzato, di non essere amato, e la paura che il mondo come noi lo conosciamo possa finire. La seconda paura potenzia la prima. In un mondo cortese e stabile posso sopravvivere anche se sono un solitario o un isolato. In un mondo che da un istante all’altro può esplodere di follia e diventare genocidiario, solo appartenere a un gruppo può garantire la mia sicurezza. (pg. 113)

Ti consigliamo il libro se:

  • sei affascinato dal mondo delle fiabe e della fantasy e vuoi conoscerne le implicazioni psicologiche e sociali

Ti sconsigliamo il libro se:

  • cerchi un saggio esaustivo sul tema
  • preferisci una trattazione lineare e puntuale che si attenga esclusivamente alle radici storiche (e metaforiche) della letteratura fantastica

Il drago come realtà – I significati storici e metaforici della letteratura fantastica, Silvana De Mari – Salani Editore, 2007 | Prezzo di copertina: € 10.00

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One Response to Il drago come realtà di Silvana De Mari

  1. Romina Tamerici ha detto:

    Sembra molto interessante. Lo metto nella mia lista di letture future!

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